A partire dagli anni ’80 la Commissione Europea ha esercitato un ingente sforzo di stimolo e di promozione per sensibilizzare gli Stati membri a promuovere la mobilità europea dei giovani e dei lavoratori. Tale impegno, sostanziatosi nella emanazione di programmi comunitari come Comett, Petra, Force, Lingua, e successivamente Socrate e Leonardo, ha avuto come prodotto non solo la circolazione di migliaia di studenti, lavoratori, sindacalisti, manager, formatori, ecc., ma anche l'incontro e il confronto a livello europeo di approcci e modelli differenti, sia rispetto al lavoro, che alla ricerca, che, soprattutto, alla formazione. La grande crescita e la partecipazione massiccia degli Stati e dei cittadini a tali Programmi hanno posto, inoltre, in evidenza la natura delle principali barriere ostative alla realizzazione di un mercato del lavoro e di una cultura europee, molto prima che la prospettiva dell’Europa unita maturasse concretamente, consentendo l’individuazione di strategie e lo studio di una serie di dispositivi di sostegno alla mobilità.
Lo sviluppo e la successione dei Programmi è stato scandito dalla progressiva differenziazione delle attività di scambi e tirocini: la platea degli utenti si è articolata e differenziata, così come quella dei soggetti promotori; soprattutto, si è venuta con il tempo affermando una produttiva promiscuità degli attori coinvolti nei processi di scambio, che ha corrisposto alla messa in comunicazione di contesti differenti, precedentemente più abituati a dialogare al proprio interno che non l’uno con l’altro. In particolare, con il tempo si è affermata l’utilità di porre in comunicazione i diversi sistemi formativi con il mondo produttivo, fino ad imporre (nei diversi periodi di programmazione di Leonardo da Vinci) il vincolo delle multi-attorialità dei partner ed ancor più della diversità dei “codici genetici” da porre in relazione (aziende - soggetti formativi), superando il rischio di entropia delle prassi consolidate. |
 
 |

La mobilità transnazionale attivata nel quadro del programma Leonardo da Vinci riguarda ogni anno poco meno di 5000 cittadini italiani: sono prevalentemente studenti in formazione professionale iniziale o neolaureati, giovani lavoratori e apprendisti, persone in cerca di prima occupazione.
Per molti si tratta della prima esperienza di viaggio all’estero non finalizzata al semplice turismo, ma ad un obiettivo di crescita professionale o di acquisizione di quelle competenze che i contesti formali di apprendimento non riescono a presidiare con la propria offerta didattica.
Partire è importante: ma partire preparati è fondamentale perché da questa esperienza si possa trarre il massimo profitto.
Per supportare l’esperienza di tirocinio all’estero, gli Organismi di Invio, ovvero Scuole, Agenzie formative, Parti Sociali e Amministrazioni Pubbliche, (mediamente 120-150 l’anno) attivano Azioni preparatorie consistenti essenzialmente;
- nella realizzazione di brevi moduli formativi su competenze linguistiche, organizzative e relazionali;
- nella organizzazione di seminari e workshop finalizzati alla presentazione di informazioni di base sul funzionamento di dispositivi e sistemi quali protezione sociale, sanità, leggi e norme sulla presenza dei cittadini stranieri e funzionamento dei sistemi educativi, formativi e di inserimento e collocamento lavorativo;
- nella gestione di interventi a finalità orientative e di rinforzo delle motivazioni alla base della decisione di intraprendere l’esperienza di tirocinio all’estero;
- nella predisposizione e distribuzione di materiali informativi (soprattutto “schede paese” nelle quali vengono evidenziati e sintetizzati, accanto ad alcune norme e leggi fondamentali, anche usi, costumi ed altre informazioni di natura culturale).
|